Allarme anche in Italia per la presenza di latte in polvere per l’infanzia, contaminato con la melamina, prodotto chimico sciolto nel latte per aumentare il tenore di azoto e simulare un contenuto elevato di proteine. Ne sono stati sequestrati 10 quintali a Napoli. I prodotti erano destinati all’infanzia, ma anche alla produzione di integratori alimentari. Anche se la melanina può provocare insufficienza renale e calcoli, non ci sarebbe nessun rischio per il momento grazie alle regole europee per l’importazione e la distribuzione di cibo dalla Cina. A dare la notizia sono tutti i principali quotidiani nazionali.
«Un timore infondato, le mamme posso stare tranquille, – rassicura Vito Miniello, pediatra, docente di Nutrizione e alimentazione infantile all’università di Bari – non ho dubbi. Sono sicuro che il timore sia infondato, il latte per i neonati prodotto e venduto in Europa nei mercati ufficiali viene stato sottoposto a controlli severissimi. Le direttive della Ue sono molto rigide sul tasso delle proteine, sulle diverse componenti e, soprattutto, sulle verifiche sui possibili contaminanti».
«Bisogna attenersi a quello che indica il pediatra – continua Miniello – Va detto che il latte liquido ha sicuramente una maggiore sterilità di quello in polvere. In quest’ultimo caso il barattolo viene aperto più volte e, la possibilità, che ci possano essere delle contaminazioni è molto alta. Negli ultimi tempi, inoltre, il prodotto, in alcuni casi, è stato arricchito da proteine naturali presenti nel latte materno e nei mammiferi. Una, per esempio, è la lattoferrina, che è dotata di potenti azioni antiinfettive rivolte contro tutti i tipi di batteri e funghi».
«Leggere bene l’etichetta è fondamentale – consiglia Miniello – la voce più importante da tenere a mente è quella delle proteine. Per queste, nel latte dei bambini, c’è un’oscillazione che va da 1,2 grammi per decilitro fino a 2 grammi. E’ un dato importante perché, da questa concentrazione, dipende il carico del pasto per il bambino, i pasti del primo anno di vita sono fondamentali per non aprire la strada alla futura obesità del bambino. Una volta si eccedeva con i grassi, oggi si eccede in proteine. Non è un caso che un bimbo sotto gli undici anni su tre, è obeso. Più proteine si introducono, soprattutto nel primo anno di vita, più diventano grandi le cellule adipose e aumenta il loro numero».
fonti
- Il Messaggero, pag. 15.
- Corriere della Sera, pag. 22.
- La Stampa, pag.22.
- Il Sole 24 Ore, pag.25.
- La Repubblica, pag. 1 e 19.
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