Incidente Nucleare in Slovenia…..meno male nessuna fuga radioattiva

Proprio in questo periodo in cui dopo tanti anni si sta riparlando di nucleare in Italia, oggi presso i nostri vicini sloveni si è verificato un incidente in una centrale nucleare. Tutto alla fine è andato bene e non vi è stata nessuna fuga di radioattiva né tanto meno di contaminazione radioattiva, visto che il problema è stato subito gestito nel modo migliore secondo protocollo. Ma la mia domanda è una sola: sono veramente sicure le centrali nucleari sparse in tutta l’Europa? La crescente necessità energetica mondiale può veramente essere soddisfatta dall’energia nucleare?

LUBIANA – Un allarme nucleare è stato lanciato nel tardo pomeriggio dalla Commissione europea per un incidente verificatosi nella centrale nucleare di Krsko, nella Slovenia sud-occidentale, a circa 130 km da Trieste, ma è subito rientrato. E l’incubo di una nuova Chernobyl è così durato solo pochi minuti.

Il Dipartimento della Protezione civile italiana fa sapere che non vi e’ stata nessuna emissione radioattiva sul territorio italiano. Dal Dipartimento fanno anche sapere che l’Apat ha comunicato che non c’é stata alcuna fuga radioattiva.

L’incidente è stato segnalato dalle autorità slovene a Bruxelles alle 17.38. In seguito a una perdita riscontrata nel circuito di raffreddamento è scattata la procedura di allerta rapida battezzata ‘Ecurie’, ma subito è stato segnalato che non ci sono state fughe di radioattività e quindi effetti nocivi né per l’ambiente né per la popolazione. Anche in Friuli Venezia Giulia la situazione è apparsa subito sotto controllo e tranquillizzante. La protezione civile locale – in costante contatto con quella slovena – non ha ricevuto alcuna richiesta di allerta. La Protezione Civile italiana, in serata, ha reso noto che non c’é stata “nessuna emissione radioattiva sul territorio italiano”.

Dopo l’incidente di Chernobyl, nel 1987, l’Euratom, la comunità europea per l’energia atomica, ha reso operativo il sistema di risposta rapida d’emergenza ‘Ecurie’. Questo sistema prevede che i Paesi membri informino la Commissione europea e tutti gli altri Paesi partner potenzialmente interessati quando si possa presentare l’esigenza, se necessario, di adottare misure di protezione della popolazione in seguito a incidenti a carattere radiologico o nucleare. Il sistema ‘Ecurie’, ha detto un portavoce della Commissione europea, viene utilizzato abbastanza di frequente, ma è invece raro che Bruxelles decida di rendere pubblico l’incidente verificatosi.

La direzione dell’impianto di Krsko, dopo l’incidente, ha deciso di intervenire a titolo preventivo fermando il reattore per permettere al personale addetto di individuare la cause della perdita e di effettuare i necessari interventi per porvi rimedio. Il completo arresto del reattore, avvenuto secondo procedure standard e non d’emergenza, si è verificato alle 19.30 circa. La centrale di Krsko è cogestitata da Slovenia e Croaiza, è stata costruita da un consorzio guidato dall’americana Westinghouse ed è entrata in funzione nel 1983. Al momento dell’incidente il reattore nucleare, che ha una potenza complessiva di 696 megawatt era ridotta al 22%. L’energia prodotta dalla centrale copre il 20% dei consumi di energia elettrica sloveni e il 15% di quelli croati. Secondo gli esperti dell’Enea interpellati, eventuali perdite nel circuito di raffreddamento di questo tipo di centrali non sono periocolose. “Le centrali di questo tipo – ha spiegato Stefano Monti – hanno un contenitore primario di sicurezza che contiene eventuali perdite nei circuiti di raffreddamento”.

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