E’ arrivata l’Australiana…

Grazie al suggerimento di un caro amico, volevo scrivere qualcosa in merito all’imminente epidemia influenzale che stà arrivando, anzi è già fra noi.

Infatti, l’Australiana è arrivata: il virus dell’influenza è stato isolato dal laboratorio dell’università di Parma in un bambino di 5 anni, in una donna di 35 anni e suo figlio. L’epidemia influenzale, avvertono gli specialisti, potrebbe essere una delle più aggressive degli ultimi anni: si prevede infatti che colpirà dai 5 ai 7 milioni di italiani, costringendoli a letto già dal periodo natalizio.

L’epidemia sarà molto probabilmente intensa e con un numero maggiore di casi, perché determinata da tre virus completamente nuovi con, in particolare, un nuovo ceppo molto virulento dall’Australia, il virus A/H3N2. Per la prima volta negli ultimi vent’anni, il vaccino antinfluenzale 2008-2009 conterrà tre nuovi ceppi rispetto a quello dell’anno precedente: il nuovo ceppo A/H3N2 e altri due nuovi ceppi A e B (A/Brisbane e B/Florida).

La vaccinazione è gratuita per chi ha più di 65 anni e ai malati cronici, e c’è tempo fino alla fine di dicembre. I sintomi, sono: febbre, dolori muscolari, infiammazione delle vie respiratorie e tosse. Sintomi che  la maggior parte delle persone può superare con il riposo e il ricorso a farmaci antipiretici e antifebbre. Gli antibiotici, invece, vanno utilizzati solo da persone con difese immunitarie particolarmente deboli e sotto prescrizione medica. No, dunque, a un uso automatico degli antibiotici.

Ogni anno – secondo i medici della Simg, società di medicina generale – circa 8.000 decessi sono attribuibili alle complicanze della malattia. L’influenza non ha solo costi sanitari, ma anche sociali: nel 2006 oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell’influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza,costate oltre 2.860.000.000 di euro.

Infine volevo segnalare sul nostro sito FOFI (www.fofi.it), un vademecum molto utile sul vaccino antinfluenzale.

Il vaccino antinfluenzale: tempi, modalità e controindicazioni

Fermo restando che i vaccini vanno utilizzati sempre seguendo le indicazioni contenute nei foglietti illustrativi, di seguito si riportano alcune importanti indicazioni.

Dosaggio e modalità di somministrazione
Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Un anticipo della somministrazione del vaccino antinfluenzale potrebbe, soprattutto nelle persone anziane che presentano risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un declino del titolo anticorpale proprio in corrispondenza del picco epidemico stagionale. Non vi sono controindicazioni alla vaccinazione delle persone asintomatiche anche nel periodo epidemico. Una vaccinazione troppo tardiva potrebbe, peraltro, non arrivare in tempo a conferire una protezione immunitaria sufficiente a prevenire la malattia.

Mantenimento del vaccino, temperatura e stabilità.
Il vaccino antinfluenzale deve essere conservato a temperature comprese tra +2°C e +8°C, e non deve essere congelato. I vaccini inattivati contro l’influenza, se conservati ad una temperatura corretta, tra 2 e 8°C, rimangono stabili per almeno un anno. Per un mantenimento ottimale si raccomanda di assicurarsi che il vaccino permanga il meno possibile fuori dal frigorifero; il vaccino deve essere trasportato in busta o contenitore per farmaci/ alimenti surgelati/refrigerati nei quali sia presente un elemento refrigerante, con il quale va evitato accuratamente che il vaccino venga a diretto contatto.

Controindicazioni e precauzioni
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:
- Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
- Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti.
- Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.
Un’anamnesi positiva per sindrome di Guillain Barrè costituisce motivo di precauzione riguardo alla somministrazione di vaccino antinfluenzale.

False controindicazioni
- Allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche;
- Malattie acute di lieve entità;
- Infezione da HIV ed altre immunodeficienze congenite o acquisite. La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una adeguata risposta immune. Una seconda dose di vaccino non migliora la risposta anticorpale in modo sostanziale.

Somministrazione simultanea di più vaccini
Il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati. I soggetti che rientrano nelle categorie sopra indicate possono ricevere, se necessario, il vaccino antinfluenzale contemporaneamente ad altri vaccini, in sedi corporee e con siringhe diverse. Negli adulti ad alto rischio di complicazioni e negli anziani, la vaccinazione antinfluenzale è l’occasione opportuna per somministrare contemporaneamente altri vaccini, quali l’antipneumococcico, per prevenire le complicanze dell’influenza o di altre infezioni virali dell’apparato respiratorio, e l’antitetanico, per prevenire i rischi di tale infezione.
Negli ultimi anni, numerosi studi pubblicati in letteratura hanno dimostrato che la simultanea somministrazione del vaccino antipneumococcico e antiinfluenzale elicita una risposta immunitaria soddisfacente, senza aumentare l’incidenza o la severità degli eventi avversi. È raccomandabile, dunque, favorire programmi di offerta attiva della vaccinazione a soggetti di età uguale o superiore a 64 anni, ai soggetti istituzionalizzati, ai soggetti ad alto rischio, con vaccino polisaccaridico 23-valente, in occasione della vaccinazione annuale contro l’influenza e prevedere, contemporaneamente, programmi di sorveglianza per la valutazione dell’efficacia dell’intervento vaccinale. Va comunque tenuto presente che, mentre la vaccinazione antinfluenzale va effettuata annualmente, la vaccinazione antipneumococcica richiede un solo richiamo dopo 5 anni; alla luce delle attuali conoscenze in merito, infatti, si consiglia di effettuare non più di un richiamo dalla prima dose.

Reazioni indesiderate al vaccino antinfluenzale
I vaccini antinfluenzali contengono solo virus inattivati o parti di questi, pertanto non possono essere responsabili di infezioni da virus influenzali. Infezioni respiratorie e sindromi con sintomatologie simili a quelle dell’influenza possono essere provocate da molteplici altri agenti batterici e virali, nei cui confronti il vaccino antinfluenzale non può avere alcuna efficacia protettiva.
Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione. Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Vengono raramente segnalate anche reazioni allergiche. Sono stati riferiti, dopo vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici. La correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi non è stata dimostrata. In particolare, non è stata dimostrata l’associazione tra i vaccini antinfluenzali correntemente in uso e la sindrome di Guillain Barrè, che presenta invece una associazione con diverse malattie infettive, tra cui la stessa influenza ed altre infezioni delle vie aeree.

E’ stata arrestata la “guaritrice” che tolse l’insulina ad una ragazza diabetica

Finalmente giustizia è fatta……

Non era una dottoressa, ma ai clienti diceva di essere una curatrice di fama internazionale e con tanto di laurea d’eccellenza. Omicidio volontario è l’accusa per la santona Marjorie Randolph, 63 anni, americana, si è vista notificare ieri, insieme all’avviso di garanzia. Consigliò ai genitori di una ragazza diabetica di sospendere l’insulina. La ragazza è morta, a soli 16 anni, il 13 maggio scorso a Firenze. Ne danno notizia il Corriere della Sera, la Stampa e il Messaggero.

«Visitò Clara – scrive il Corriere della Sera – una ragazzina di 16 anni, diabetica, accompagnata dai genitori. E le fece sospendere l’insulina. Disse che quella sospensione l’avrebbe aiutata. E invece fu una decisione fatale per la giovane che un paio di settimane dopo morì all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze dopo due giorni di agonia».

«È accusata di omicidio volontario – continua il Corriere – ed esercizio abusivo della professione medica. Il magistrato le ha concesso i benefici degli arresti domiciliari nella sua casa di Udine. Indagati per concorso in omicidio volontario i genitori della ragazzina morta, la coppia fiorentina Dario ed Elisabetta Palumba. Furono loro, secondo l’accusa, a portare l’unica figlia dalla curatrice e insistettero affinché Clara, studentessa modello al liceo, interrompesse la cura con l’insulina per provare terapie alternative».

«Drammatiche le testimonianze raccolte dagli investigatori – conclude il quotidiano milanese – il giorno in cui Clara entrò in coma. Mentre la ragazzina rantolava sul letto di casa, i genitori chiedevano al telefono istruzioni alla curatrice. Che, senza allarmarsi troppo, consigliava loro di non portare la figlia all’ospedale e di farle alcuni massaggi all’addome. Quando fu deciso il ricovero era ormai troppo tardi. Secondo i medici un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarla nonostante fosse rimasta senza insulina per tredici giorni».

Fonti

  • Corriere della Sera, pag. 31.
  • Il Messaggero, pag. 15.
  • La Stampa, pag. 19.

Anche in Italia arriva il latte cinese…..

Allarme anche in Italia per la presenza di latte in polvere per l’infanzia, contaminato con la melamina, prodotto chimico sciolto nel latte per aumentare il tenore di azoto e simulare un contenuto elevato di proteine. Ne sono stati sequestrati 10 quintali a Napoli. I prodotti erano destinati all’infanzia, ma anche alla produzione di integratori alimentari. Anche se la melanina può provocare insufficienza renale e calcoli, non ci sarebbe nessun rischio per il momento grazie alle regole europee per l’importazione e la distribuzione di cibo dalla Cina. A dare la notizia sono tutti i principali quotidiani nazionali.

«Un timore infondato, le mamme posso stare tranquille, – rassicura Vito Miniello, pediatra, docente di Nutrizione e alimentazione infantile all’università di Bari – non ho dubbi. Sono sicuro che il timore sia infondato, il latte per i neonati prodotto e venduto in Europa nei mercati ufficiali viene stato sottoposto a controlli severissimi. Le direttive della Ue sono molto rigide sul tasso delle proteine, sulle diverse componenti e, soprattutto, sulle verifiche sui possibili contaminanti».

«Bisogna attenersi a quello che indica il pediatra – continua Miniello – Va detto che il latte liquido ha sicuramente una maggiore sterilità di quello in polvere. In quest’ultimo caso il barattolo viene aperto più volte e, la possibilità, che ci possano essere delle contaminazioni è molto alta. Negli ultimi tempi, inoltre, il prodotto, in alcuni casi, è stato arricchito da proteine naturali presenti nel latte materno e nei mammiferi. Una, per esempio, è la lattoferrina, che è dotata di potenti azioni antiinfettive rivolte contro tutti i tipi di batteri e funghi».

«Leggere bene l’etichetta è fondamentale – consiglia Miniello – la voce più importante da tenere a mente è quella delle proteine. Per queste, nel latte dei bambini, c’è un’oscillazione che va da 1,2 grammi per decilitro fino a 2 grammi. E’ un dato importante perché, da questa concentrazione, dipende il carico del pasto per il bambino, i pasti del primo anno di vita sono fondamentali per non aprire la strada alla futura obesità del bambino. Una volta si eccedeva con i grassi, oggi si eccede in proteine. Non è un caso che un bimbo sotto gli undici anni su tre, è obeso. Più proteine si introducono, soprattutto nel primo anno di vita, più diventano grandi le cellule adipose e aumenta il loro numero».

fonti

  • Il Messaggero, pag. 15.
  • Corriere della Sera, pag. 22.
  • La Stampa, pag.22.
  • Il Sole 24 Ore, pag.25.
  • La Repubblica, pag. 1 e 19.

Una riserva di batteri “buoni” nell’appendice ciecale.

Che nell’appendice vi fosse una flora batterica intestinale (E. coli, Stafilococchi, Streptococchi) non era cosa nuova, ma ora si ipotizza come un nascondiglio per batteri così detti “buoni” tali da poter intervenire in situazioni di depauperamento della normale flora intestinale.

Bollata come un residuo dello sviluppo evolutivo, l’appendice, quando si infiamma, viene asportata senza troppi problemi, nella certezza che la sua mancanza non si farà sentire. Non è così per un gruppo di ricercatori americani. Secondo William Parker, docente di chirurgia alla Duke University nel Nord Carolina, l’appendice, così piccola e in posizione così appartata, con una porta d’ingresso strettissima (quanto la punta di una penna), sarebbe un ottimo nascondiglio per i batteri “buoni” che collaborano alla digestione. Ne parla il Corriere Salute.

«Un nascondiglio – spiega il settimanale del Corriere della Sera – che permetterebbe loro di sopravvivere e ritornare a ripopolare l’intestino, anche dopo una pesante infezione capace di distruggere gli altri batteri amici. I ricercatori hanno formulato questa ipotesi partendo dalla recente scoperta di “pellicole biologiche”, formate da microbi buoni, sulle mucosa dell’intestino. Esaminando i tessuti di un’appendice sana hanno infatti visto che una pellicola biologica simile era presente anche lì».

«Ovvia obiezione – prosegue il Corriere Salute – ma se l’appendice serve a qualcosa, come mai, togliendola, non si hanno effetti collaterali? La spiegazione, sempre stando agli americani, è questa: nel mondo civilizzato in cui viviamo, la situazione sanitaria e le cure mediche hanno reso improbabili infezioni tanto gravi da riuscire a sterminare pressoché tutti i batteri buoni dell’intestino rendendo utile la riserva dell’appendice».

«L’ipotesi degli americani è convincente? – si domanda il settimanale – “È più affascinante – risponde Pasquale Spinelli, consulente dell’Unità di diagnostica e chirurgia endoscopica dell’Istituto dei Tumori di Milano – che convincente. Quello che sappiamo di sicuro è che l’appendice, proprio per la sua conformazione, può diventare un punto di raccolta di batteri tutt’altro che buoni e proprio per questo talvolta si rende necessario rimuoverla. In via ipotetica, dunque, se c’è posto per i batteri cattivi dovrebbe essercene anche per quelli amici”».

«Quali sono i sintomi – chiede in conclusione il Corriere Salute – che devono far pensare a un’appendicite? “Un dolore continuo – risponde Spinelli – nella parte destra e bassa dell’addome. Spesso compaiono nausea, vomito e febbre, talvolta anche stipsi o diarrea. Solo 5 persone su 100 presentano però un’infezione dell’appendice, che può guarire con una cura antibiotica, ma che spesso è recidivante, tanto da richiedere un intervento. Generalmente si opera per via laparoscopica, semplice e sicura; la via transvaginale e la via orale, ancora in fase sperimentale, si usano per non lasciare neppure quella minima cicatrice che resta dopo una laparoscopia; ma sono tecniche sofisticate: richiedono tempi lungi e comportano più rischi”».

Fonte Corriere della Sera sezione Salute

Auguri “Crocerossine”: il Corpo delle II.VV. della Croce Rossa Italiana compie 100 anni

Il Corpo delle II.VV della Croce Rossa Italiana festeggia oggi il centenario dalla sua fondazione, a festeggiare tale evento stamattina a Roma è stata organizzata una grande cerimonia con la presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, delle massime Autorità Istituzionali, Civili e Militari dello Stato.

ROMA – “Donne valorose, esempio per i giovani di straordinaria abnegazione e professionalità”: è il ritratto fatto dal Capo dello stato, Giorgio Napolitano, delle Crocerossine la cui fondazione, avvenuta cento anni fa, è stata ricordata in una cerimonia a Piazza del Popolo, a Roma.

Oltre un centinaio le crocerossine schierate, in piazza, nella tradizionale uniforme. Presenti oltre al Presidente Napolitano, il presidente della Camera Gianfranco Fini, i ministri Ignazio La Russa e Roberto Maroni, il capo della polizia Antonio Manganelli, il presidente della Cri, Massimo Barra, e l’ispettrice nazionale del corpo delle infermiere volontarie, Mila Braghetti Peretti. Durante la cerimonia, durata circa un’ora, è stata consegnata l medaglia d’oro al merito civile alla bandiera del corpo delle crocerossine.

Sono “donne valorose – ha detto il Capo dello stato – di diversa formazione ed estrazione sociale, ma tutte uguali nella loro bianca uniforme, tutte animate dagli stessi valori morali, tutte pronte al sacrificio personale per onorare gli ideali di altruismo e solidarietà che ne ispirano l’opera. Donne che cercano la propria ricompensa nella coscienza del servizio reso. Costituiscono per le giovani generazioni esempio di straordinaria abnegazione e professionalità. Esse assolvono a questo loro compito meritando al nostro Paese l’apprezzamento e la riconoscenza delle popolazioni interessate che spesso, nel sorriso delle ’sorelle’, vedono riaccendersi la speranza di un ritorno alla normalità e l’auspicio di un futuro piùfelice”. Le crocerossine, ausiliari delle forze armate, rappresentano, per il ministro La Russa, “oggi più che mai, un punto di riferimento sicuro al quale i cittadini guardano con fiducia e gratitudine”.

Nei loro confronti va “una profonda riconoscenza” per “l’importantissimo contributo di valori e di opere concrete che il Corpo fornisce all’istituzione militare e sono orgogliose e onorate di agire fianco a fianco alle infermiere volontarie”. Un “grazie” per l’impegno quotidiano profuso in situazioni di guerra e di pace è stato rivolto anche dal numero uno della Cri, Massimo Barra. Brachetti Peretti ha ricordato le infermiere cadute che sono per le ‘Sorelle’ “un luminoso esempio di dedizione che le guida giorno per giorno”. Un augurio per il compleanno e all’”insostituibile ruolo” delle crocerossine anche da Emanuele Filiberto di Savoia la cui nonna Maria José è stata durante la guerra a capo di questo corpo della Croce Rossa Italiana.

Fonte : www.ansa.it

Incidente Nucleare in Slovenia…..meno male nessuna fuga radioattiva

Proprio in questo periodo in cui dopo tanti anni si sta riparlando di nucleare in Italia, oggi presso i nostri vicini sloveni si è verificato un incidente in una centrale nucleare. Tutto alla fine è andato bene e non vi è stata nessuna fuga di radioattiva né tanto meno di contaminazione radioattiva, visto che il problema è stato subito gestito nel modo migliore secondo protocollo. Ma la mia domanda è una sola: sono veramente sicure le centrali nucleari sparse in tutta l’Europa? La crescente necessità energetica mondiale può veramente essere soddisfatta dall’energia nucleare?

LUBIANA – Un allarme nucleare è stato lanciato nel tardo pomeriggio dalla Commissione europea per un incidente verificatosi nella centrale nucleare di Krsko, nella Slovenia sud-occidentale, a circa 130 km da Trieste, ma è subito rientrato. E l’incubo di una nuova Chernobyl è così durato solo pochi minuti.

Il Dipartimento della Protezione civile italiana fa sapere che non vi e’ stata nessuna emissione radioattiva sul territorio italiano. Dal Dipartimento fanno anche sapere che l’Apat ha comunicato che non c’é stata alcuna fuga radioattiva.

L’incidente è stato segnalato dalle autorità slovene a Bruxelles alle 17.38. In seguito a una perdita riscontrata nel circuito di raffreddamento è scattata la procedura di allerta rapida battezzata ‘Ecurie’, ma subito è stato segnalato che non ci sono state fughe di radioattività e quindi effetti nocivi né per l’ambiente né per la popolazione. Anche in Friuli Venezia Giulia la situazione è apparsa subito sotto controllo e tranquillizzante. La protezione civile locale – in costante contatto con quella slovena – non ha ricevuto alcuna richiesta di allerta. La Protezione Civile italiana, in serata, ha reso noto che non c’é stata “nessuna emissione radioattiva sul territorio italiano”.

Dopo l’incidente di Chernobyl, nel 1987, l’Euratom, la comunità europea per l’energia atomica, ha reso operativo il sistema di risposta rapida d’emergenza ‘Ecurie’. Questo sistema prevede che i Paesi membri informino la Commissione europea e tutti gli altri Paesi partner potenzialmente interessati quando si possa presentare l’esigenza, se necessario, di adottare misure di protezione della popolazione in seguito a incidenti a carattere radiologico o nucleare. Il sistema ‘Ecurie’, ha detto un portavoce della Commissione europea, viene utilizzato abbastanza di frequente, ma è invece raro che Bruxelles decida di rendere pubblico l’incidente verificatosi.

La direzione dell’impianto di Krsko, dopo l’incidente, ha deciso di intervenire a titolo preventivo fermando il reattore per permettere al personale addetto di individuare la cause della perdita e di effettuare i necessari interventi per porvi rimedio. Il completo arresto del reattore, avvenuto secondo procedure standard e non d’emergenza, si è verificato alle 19.30 circa. La centrale di Krsko è cogestitata da Slovenia e Croaiza, è stata costruita da un consorzio guidato dall’americana Westinghouse ed è entrata in funzione nel 1983. Al momento dell’incidente il reattore nucleare, che ha una potenza complessiva di 696 megawatt era ridotta al 22%. L’energia prodotta dalla centrale copre il 20% dei consumi di energia elettrica sloveni e il 15% di quelli croati. Secondo gli esperti dell’Enea interpellati, eventuali perdite nel circuito di raffreddamento di questo tipo di centrali non sono periocolose. “Le centrali di questo tipo – ha spiegato Stefano Monti – hanno un contenitore primario di sicurezza che contiene eventuali perdite nei circuiti di raffreddamento”.

www.ansa.it

E’ bufera nell’AIFA su truffa farmaci……

Anche l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) viene sconvolta da una bufera, infatti, il direttore generale dell’Aifa, Nello Martini, e una dirigente dell’ufficio autorizzazioni al commercio dell’Agenzia, Caterina Gualano, hanno ricevuto un avviso di garanzia, nell’ambito dell’inchiesta sui test falsificati partita dalla Procura di Torino e poi allargatasi a quella di Roma. Le ipotesi di reato della maxi-inchiesta sono: ricerche e sperimentazioni falsificate sui farmaci; funzionari pubblici corrotti; informazioni mai arrivate, o date con molto ritardo, sugli effetti collaterali di alcune medicine, grazie all’appoggio interessato di chi avrebbe dovuto vigilare.

«Governo e Magistratura – si legge nel Sole 24 Ore – accelerano i tempi per fare chiarezza sulla nuova e improvvisa bufera scoppiata nel settore farmaceutico. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha deciso ieri la nomina di una commissione di indagine tecnico-amministrativa per avviare un’indagine sull’Aifa in tempi strettissimi e accertare i “profili di tutela della salute dei cittadini”».

«Mentre la Magistratura – prosegue il quotidiano economico-finanziario – s’è divisa i compiti: a Roma è stato trasferito il filone principale dell’inchiesta, legato alla corruzione, col trasferimento di 23 dei 30 capi d’accusa complessivi. La Procura di Torino che ha aperto l’indagine fin dal 2006, conserva la titolarità delle 7 ipotesi di reato relative ai rischi prodotti per la salute pubblica».

«Le industrie farmaceutiche – scrive ancora il Sole 24 Ore – manifestano “piena fiducia nella Magistratura” e invocano massima chiarezza, da Farmindustria ad Assogenerici. Ma il Codacons si prepara ad avviare una class action e chiede di fare subito i nomi dei farmaci che sono potenzialmente pericolosi. Stessa richiesta di trasparenza arriva da Cittadinanzattiva del Tribunale dei diritti del malato».

«Uno dei capitoli d’indagine – conclude il quotidiano – è la mancata tempestiva modifica delle indicazioni e contro-indicazioni da riportare nei foglietti illustrativi dei medicinali. L’inchiesta avrebbe verificato 22 casi di farmaci. Proprio per questa ipotesi, il direttore generale dell’Aifa, Nello Martini, e una dirigente dell’ufficio autorizzazioni al commercio dell’Agenzia, Caterina Gualano, avrebbero ricevuto un avviso di garanzia a comparire a Torino la settimana prossima. Le ipotesi contestate sarebbero di imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza delle norme di organizzazione dell’Aifa».

La speranza è che la magistratura faccia subito chiarezza in modo tale da non creare panico nella popolazione, proprio per evitare un allarme generalizzato.

www.repubblica.it

www.edott.it

Problema farmaci scaduti a Napoli

La notizia viene riportata da Farmacista 33 (Il quotidiano web della Fofi), e sembrerebbe che i problemi dei rifiuti non finiscono anzi…….se ne aggiungono altri!!!

Mentre l’emergenza rifiuti nella città di Napoli non trova soluzioni immediate, si prospetta il pericolo di non riuscire a smaltire i farmaci scaduti, che andrebbero ad accumularsi sui bordi delle stradi insieme agli altri. La denuncia arriva da Federfarma Napoli, che in una nota spiega che l’ASIA, la società deputata a gestire la raccolta e lo smaltimento dei farmaci, da tempo non riesce più a far fronte a questa delicatissima tipologia di servizio, nonostante le ripetute sollecitazioni avanzate dall’associazione locale dei titolari di farmacie private.

I farmaci (…..) se indiscriminatamente gettati in discarica alcuni elementi in essi contenuti possono dar luogo a emanazioni tossiche o inquinare il percolato, ovvero il liquido che si accumula sul fondo delle discariche. Per questo motivo, risulta fondamentale che l’Asia ne assicuri, in tempi ristretti, la raccolta e il relativo corretto smaltimento, affinché i cittadini non si vedano costretti a gettarli nei normali cassonetti, ma possano continuare, come hanno sempre fatto, a deporli negli appositi contenitori all’esterno di ogni singola farmacia”.

Lo spam selvaggio colpisce la Croce Rossa Italiana

Siamo arrivati veramente alla “frutta”, infatti in questi giorni stanno arrivando e-mail tipo questa:

Ovviamente la CRI non organizza cordate e/o appelli tramite e-mail, ma chi volesse sostenerla lo può fare solo tramite i canali ufficiali (es. tipo il 5x 1000 http://www.cri.it/5×1000/5×1000.php), ed infatti ecco come si pronuncia in merito:

La CRI denuncia tentativo di frode su Internet

Roma 06/05/2008

Riceviamo nelle ultime ore segnalazioni riguardanti richieste di donazioni a favore della Croce Rossa Italiana. In particolare viene riportato che arrivano messaggi online da “aiuta@cri.it”. La CRI informa che tale indirizzo email è stato creato ed utilizzato abusivamente e si tratta quindi di un tentativo di frode ai danni dei sostenitori e della stessa Croce Rossa Italiana. La CRI si riserva di presentare denuncia alle Autorità competenti.

Sinceramente non ho parole in merito, e non riesco a capire come si possa organizzare una truffa tale infangando il nome storico della Croce Rossa Italiana. Mi sento chiamato in prima persona a difendere il simbolo di cui anche io faccio parte, e per tale motivo voglio partecipare alla divulgazione della notizia in modo tale che nessuno possa cadere in questo tipo di ignobile spam.

Fonte

http://www.cri.it


http://www.alground.com/blog/sicurezza/croce-rossa-quando-lo-spam-e-degli-sciacalli/

Aprire i link di Thunderbird con Firefox in Ubuntu 8.04

La cosa che più mi piace del mondo Linux è che l’Utente non è Utonto ma bensì è padrone totale della macchina (al contrario di Windows). Da un paio di giorni ho installato la nuova distribuzione di Canonical sul mio laptop e mi sto dedicando allo “smanettamento”, il mio fido Kubuntu, va che è una meraviglia ma ha bisogno ancora di qualche modifica. Infatti mi ero dimenticato che aprendo thunderbird e cliccando su di un link di una mail non veniva aperto il firefox come programma predefinito, a nulla sono valse le impostazioni in: impostazioni di sistema -> applicazioni predefinite -> navigazione web -> firefox-2

Ho risolto il problema andando in -> preferenze di thunderbird -> avanzate -> editor di configurazione, nella nuova finestra che si apre (about:config) -> clic con il pulsante destro -> nuovo -> stringa, ho scritto network.protocol-handler.app.http e poi ok, ho dato il valore /usr/bin/firefox-2 e ok. Poi un’altra stringa e l’ho chiamala network.protocol-handler.app.https e ok ed infine ho assegnato sempre usr/bin/firefox-2.

Successivamente ho creato il file “prefs.js” di thunderbird nella mia home (home/utente/mozilla-thunderbird/prefs.js), e vi ho incollato la riga :

user_pref(“network.protocol-handler.app.http”, “/usr/bin/firefox-2″);

ho controllato il browser predefinito con il comando

ls -al /etc/alternatives/x-www-browser

ed in caso si volesse cambiare, lanciare il comando e scegliere il numero corrispondente

update-alternatives –config x-www-browser

Riavviare thunderbird ed il gioco è fatto