Grazie al suggerimento di un caro amico, volevo scrivere qualcosa in merito all’imminente epidemia influenzale che stà arrivando, anzi è già fra noi.
Infatti, l’Australiana è arrivata: il virus dell’influenza è stato isolato dal laboratorio dell’università di Parma in un bambino di 5 anni, in una donna di 35 anni e suo figlio. L’epidemia influenzale, avvertono gli specialisti, potrebbe essere una delle più aggressive degli ultimi anni: si prevede infatti che colpirà dai 5 ai 7 milioni di italiani, costringendoli a letto già dal periodo natalizio.
L’epidemia sarà molto probabilmente intensa e con un numero maggiore di casi, perché determinata da tre virus completamente nuovi con, in particolare, un nuovo ceppo molto virulento dall’Australia, il virus A/H3N2. Per la prima volta negli ultimi vent’anni, il vaccino antinfluenzale 2008-2009 conterrà tre nuovi ceppi rispetto a quello dell’anno precedente: il nuovo ceppo A/H3N2 e altri due nuovi ceppi A e B (A/Brisbane e B/Florida).
La vaccinazione è gratuita per chi ha più di 65 anni e ai malati cronici, e c’è tempo fino alla fine di dicembre. I sintomi, sono: febbre, dolori muscolari, infiammazione delle vie respiratorie e tosse. Sintomi che la maggior parte delle persone può superare con il riposo e il ricorso a farmaci antipiretici e antifebbre. Gli antibiotici, invece, vanno utilizzati solo da persone con difese immunitarie particolarmente deboli e sotto prescrizione medica. No, dunque, a un uso automatico degli antibiotici.
Ogni anno – secondo i medici della Simg, società di medicina generale – circa 8.000 decessi sono attribuibili alle complicanze della malattia. L’influenza non ha solo costi sanitari, ma anche sociali: nel 2006 oltre 4.800.000 lavoratori si sono assentati per uno o più giorni a causa dell’influenza, per un totale di circa 32.275.000 giornate di assenza,costate oltre 2.860.000.000 di euro.
Infine volevo segnalare sul nostro sito FOFI (www.fofi.it), un vademecum molto utile sul vaccino antinfluenzale.
Il vaccino antinfluenzale: tempi, modalità e controindicazioni
Fermo restando che i vaccini vanno utilizzati sempre seguendo le indicazioni contenute nei foglietti illustrativi, di seguito si riportano alcune importanti indicazioni.
Dosaggio e modalità di somministrazione
Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Un anticipo della somministrazione del vaccino antinfluenzale potrebbe, soprattutto nelle persone anziane che presentano risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un declino del titolo anticorpale proprio in corrispondenza del picco epidemico stagionale. Non vi sono controindicazioni alla vaccinazione delle persone asintomatiche anche nel periodo epidemico. Una vaccinazione troppo tardiva potrebbe, peraltro, non arrivare in tempo a conferire una protezione immunitaria sufficiente a prevenire la malattia.
Mantenimento del vaccino, temperatura e stabilità.
Il vaccino antinfluenzale deve essere conservato a temperature comprese tra +2°C e +8°C, e non deve essere congelato. I vaccini inattivati contro l’influenza, se conservati ad una temperatura corretta, tra 2 e 8°C, rimangono stabili per almeno un anno. Per un mantenimento ottimale si raccomanda di assicurarsi che il vaccino permanga il meno possibile fuori dal frigorifero; il vaccino deve essere trasportato in busta o contenitore per farmaci/ alimenti surgelati/refrigerati nei quali sia presente un elemento refrigerante, con il quale va evitato accuratamente che il vaccino venga a diretto contatto.
Controindicazioni e precauzioni
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:
- Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
- Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti.
- Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.
Un’anamnesi positiva per sindrome di Guillain Barrè costituisce motivo di precauzione riguardo alla somministrazione di vaccino antinfluenzale.
False controindicazioni
- Allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche;
- Malattie acute di lieve entità;
- Infezione da HIV ed altre immunodeficienze congenite o acquisite. La condizione di immunodepressione non costituisce una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe non evocare una adeguata risposta immune. Una seconda dose di vaccino non migliora la risposta anticorpale in modo sostanziale.Somministrazione simultanea di più vaccini
Il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati. I soggetti che rientrano nelle categorie sopra indicate possono ricevere, se necessario, il vaccino antinfluenzale contemporaneamente ad altri vaccini, in sedi corporee e con siringhe diverse. Negli adulti ad alto rischio di complicazioni e negli anziani, la vaccinazione antinfluenzale è l’occasione opportuna per somministrare contemporaneamente altri vaccini, quali l’antipneumococcico, per prevenire le complicanze dell’influenza o di altre infezioni virali dell’apparato respiratorio, e l’antitetanico, per prevenire i rischi di tale infezione.
Negli ultimi anni, numerosi studi pubblicati in letteratura hanno dimostrato che la simultanea somministrazione del vaccino antipneumococcico e antiinfluenzale elicita una risposta immunitaria soddisfacente, senza aumentare l’incidenza o la severità degli eventi avversi. È raccomandabile, dunque, favorire programmi di offerta attiva della vaccinazione a soggetti di età uguale o superiore a 64 anni, ai soggetti istituzionalizzati, ai soggetti ad alto rischio, con vaccino polisaccaridico 23-valente, in occasione della vaccinazione annuale contro l’influenza e prevedere, contemporaneamente, programmi di sorveglianza per la valutazione dell’efficacia dell’intervento vaccinale. Va comunque tenuto presente che, mentre la vaccinazione antinfluenzale va effettuata annualmente, la vaccinazione antipneumococcica richiede un solo richiamo dopo 5 anni; alla luce delle attuali conoscenze in merito, infatti, si consiglia di effettuare non più di un richiamo dalla prima dose.
Reazioni indesiderate al vaccino antinfluenzale
I vaccini antinfluenzali contengono solo virus inattivati o parti di questi, pertanto non possono essere responsabili di infezioni da virus influenzali. Infezioni respiratorie e sindromi con sintomatologie simili a quelle dell’influenza possono essere provocate da molteplici altri agenti batterici e virali, nei cui confronti il vaccino antinfluenzale non può avere alcuna efficacia protettiva.
Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione. Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Vengono raramente segnalate anche reazioni allergiche. Sono stati riferiti, dopo vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici. La correlazione causale tra la somministrazione di vaccino antinfluenzale e tali eventi non è stata dimostrata. In particolare, non è stata dimostrata l’associazione tra i vaccini antinfluenzali correntemente in uso e la sindrome di Guillain Barrè, che presenta invece una associazione con diverse malattie infettive, tra cui la stessa influenza ed altre infezioni delle vie aeree.
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